PROGETTO LAG — LARGO AI GIOVANI

Un progetto nato nel 2010

Prima della lunga premessa originale inserirei:Progetto LAG – Largo Ai Giovani nasce nel 2010 nell'ambito dell'esperienza Evha&Eva, con l'obiettivo di unire moda, giovani talenti e una riflessione culturale sui modelli estetici e sulla rappresentazione del corpo.

Il progetto coinvolge studenti, scuole, accademie e giovani fashion designer, invitandoli a confrontarsi con una moda capace di rappresentare fisicità differenti e di superare modelli standardizzati.

LAG rappresenta una delle radici più lontane del percorso sviluppato negli anni da Elisabetta Viccica: un'esperienza nella quale erano già presenti temi come diversità, consapevolezza, formazione e valorizzazione dei giovani talenti, successivamente confluiti nell'evoluzione di Top Curvy Universe.

Progetto Largo Ai Giovani

"In questo tempo dilatato e frenetico, nel quale la competizione e glorificazione del corpo e della forma ha assunto il ruolo di un parossismo perfetto; in questo tempo nel quale l’occhio è stato posto su specchi deformanti e deformati che hanno confuso e corrotto secoli di dignità umana, noi non abbiamo tremato dinnanzi ad una sfida che, abbiamo pensato, fosse doveroso combattere e vincere, ripristinando il valore del corpo non più come questo è plasmato e corrotto dai media o dalle mode, ma come espressione naturale della passione e della psicologia umana. La non accettazione, l’insoddisfazione non sono altro che il frutto malato che i media e la società contemporanea hanno imposto alla mente delle persone, in nome di un idealtipo che non esiste. Una così complessa e meticolosa massificazione su linee guida fittizie e irreali non ha fatto altro che produrre manichini la cui sfera intellettuale ha schiacciato, quasi annientandolo, il fuoco di una corporeità che non è frutto di modelli esistenti ma di un sentimento profondo e antico che gli uomini e le donne portano da sempre con loro.
Noi abbiamo pensato che il problema, non fosse di ordine sociale ma culturale e che, in quanto tale andasse affrontato sconfitto e superato dal punto di vista culturale attivando le energie positive e nuove delle nuove generazioni.
Abbiamo creduto che, la liberazione del pensiero rispetto alle trappole tese dai media e dal mero desiderio di profitto e risparmio, iniziata al tempo in cui abbiamo ideato questo progetto (2010) e che il nostro contributo, unito alle forze nuove della società post-industriale, fosse in grado di scatenare una reazione a catena che avrebbe portato all’identificazione di una società umana priva di steccati fisici ed ideologici nella quale la fisicità non fosse più vista con sospetto e riprovazione, ma con apprezzamento da ciò che è, semplicemente, diverso da noi ma unico ed irripetibile.

Nel pensare l’universo “Evha&Eva”, da cui ha avuto origine il "Progetto LAG" (Largo Ai Giovani) e la campagna di sensibilizzazione per i DCA "Alimentiamo l'Autostima" (2012) ci siamo posti domande le quali, secondo i nostri parametri, dovevano avere risposte obiettive e responsabili.
Siamo partiti da considerazioni di carattere culturale e psicologico, chiedendoci anzitutto se i modelli di riferimento delle moderne società non fossero altro che trasposizioni irreali o non veritiere, chiedendoci se questi modelli corrispondevano alla realtà delle cose e piuttosto a immagini irreali e fittizie, tendenti a creare condizioni psicologiche negative.
Fondamentale il ruolo primario dell’istruzione e, quindi, della scuola come fucina di talenti reali che non debbano rimanere ai margini di un network che tenga presente aspetti quali ad. es lo sviluppo economico, ossia quella condizione senza la quale il pieno raggiungimento non pare possibile nell’ottica della società occidentale.

Il nostro credo: una filosofia che inoculi ad una consapevole coscienza di sé stessi come valore imprescindibile e non disperso in modelli massificati ed indistinti per utenti medi che non esistono.
Molto spesso si tende al perseguimento di falsi miti ed ideali volti alla perfezione fisica, trascurando ciò che veramente conta, ossia l’essenza di ogni individuo. Il corpo non più standardizzato secondo canoni dettati da un mercato esistente solamente tramite la pubblicità e non trova riscontro nella condizione reale della donna.
Non è un’istigazione alla rivolta delle taglie forti contro le magre, ma nel rispetto della singolarità e della unicità, si vuole stimolare la ricerca di una vera armonia tra essere e apparire."

(premessa a cura del
dott. Giuliano Galli)